L’Uganda

map-Uganda-in-Africa[1]L’Uganda è un Paese bellissimo: incastonata al centro dell’Africa, attraversata dal Nilo, di cui ospita le sorgenti, bagnata da grandi laghi come il Lago Vittoria e il Lago Alberto, ricca di vegetazione e di animali selvatici, dimora del gorilla di montagna.
Purtroppo però, come per molti Paesi di quest’area del mondo, la sua storia è costellata di sopraffazioni, dittature e tragedie.

Dopo l’indipendenza dall’Inghilterra, di cui è stata una colonia fino al 1962, ha subito un decennio di sanguinosa dittatura sotto Idi Amin Dada, che ha dato il via ad una lunga catena di uccisioni ed espulsioni di massa.

Dagli anni Ottanta è governata dal presidente Museveni e dal 1987 ha dovuto affrontare oltre vent’anni di guerra civile, portata avanti dal Lord’s Resistance Army (Esercito di Resistenza del Signore) di Joseph Kony.

Iniziata come guerra tribale (gli Acholi del Nord, di cui fa parte Kony, contro i Baganda del Sud, a cui appartengono Museveni e più in generale l’etnia dominante), ben presto arrivò a colpire sempre più direttamente la popolazione civile e tragicamente gli stessi Acholi, facendo migliaia di morti, centinaia di migliaia di profughi, e rendendo orfani oltre due milioni di bambini. Kony perse così velocemente il sostegno di cui inizialmente godeva tra gli Acholi, ma non si arrese.

Fino al 2008 devastò completamente il Nord Uganda: gli abitanti vivevano nel terrore e oltre il 90% di loro erano accolti in campi profughi di emergenza allestiti dalle organizzazioni umanitarie, in condizioni igieniche terribili, tra fame ed epidemie, e con un’aspettativa di vita che non arrivava a 30 anni.

Finalmente nel 2008 è stata firmata la pace, sebbene Kony sia ancora latitante.
Da allora l’Uganda si sta lentamente riprendendo: molti villaggi sono stati ricostruiti, i campi profughi smantellati e l’economia sta ripartendo. La popolazione è in rapida crescita, con oltre il 50% degli abitanti al di sotto dei 15 anni: è una nazione di bambini, ovvero una nazione proiettata verso il futuro.

L’ultimo rapporto ONU sullo sviluppo umano, pubblicato nel 2013, mostra come l’Uganda, con la fine della guerra abbia conseguito notevoli progressi in diversi ambiti economico-sociali: ad esempio la percentuale di popolazione in stato di estrema povertà si è dimezzata, passando dal 54% degli anni Novanta al 24%, e l’alfabetizzazione è cresciuta al 73%.

L’aumentato accesso all’istruzione della popolazione femminile ha anche portato ad una riduzione della mortalità neonatale e materna al momento del parto, nonché dei bambini sotto i 5 anni (nonostante rimanga comunque al 6%). Anche il reddito medio è cresciuto, raggiungendo i 1.424 $ annui pro-capite.

C’è ancora molto da fare, ma questi dati sono incoraggianti e mostrano che per l’Uganda un altro futuro è possibile.