2017

19.09

We can

Evelyn, la manager ugandese che sogna un’economia green

di

evelin

Evelyn e il suo combustibile ecologico

Lo scorso anno ITALIA UGANDA Onlus ha finanziato delle borse di studio a 8 studenti per un master in Imprenditoria Sociale: giovani uomini e donne impegnati a sviluppare un’idea imprenditoriale che generi guadagno, crei lavoro e offra prodotti e servizi che migliorino la vita degli ugandesi.
Abbiamo intervistato Evelyn, una delle beneficiarie, nel cortile della missione di padre Giovanni e ci ha conquistato con la sua determinazione, la sua preparazione e il suo impegno.
Le auguriamo di realizzare la sua impresa!

Ti puoi presentare ai nostri sostenitori?
Mi chiamo Evelyn e sono il managing director di Visual Nature Africa Green con sede Kampala, Uganda. Ci occupiamo di combustibile solido e di fornelli a risparmio energetico.
L’azienda è nata nel marzo 2015 e ho iniziato il master nel settembre 2015: frequentarlo mi ha aiutato ad avere fiducia nella mia idea imprenditoriale. Prima di iniziare il lavoro ero spaventata per quello che dovevo fare e il corso mi ha aiutato a incrementare la fiducia nella mia attività. Ho partecipato a eventi e concorsi e ne ho vinti la maggior parte, proprio grazie alla fiducia che ho acquisito con questo corso.
Il corso ha risposto alle tue aspettative?
Sì, ha risposto alle mie aspettative. Volevo un corso che mi aiutasse a costruire la mia attività e questo era perfetto, perché è molto pratico. Non mi ha solamente insegnato la teoria, ma è stato davvero concreto e di facile applicazione nel mio lavoro: mi ha aiutato a sviluppare il mio business plan, che poi ho sottoposto a varie organizzazioni che mi hanno aiutato e dato supporto.
Dopo il master la tua situazione lavorativa, e anche le condizioni dell’azienda, sono migliorate?
Sei stata in grado di ingrandire l’attività, assumere nuove persone?
Credo che sia troppo presto per poter dire che ha avuto un effetto diretto sulla mia attività imprenditoriale, perché l’obiettivo del master era costruire un modello di business per la nostra azienda e vedere se funzionava. È solo adesso che il master è concluso che dobbiamo implementare il modello che abbiamo sviluppato.
Allora l’anno prossimo ti chiederemo come vanno gli affari!
Esatto! Ma alcune cose che ho studiato nel master sono riuscita ad applicarle subito, per esempio il management finanziario e l’accesso a diversi mercati. Prima infatti ci concentravamo più su Kampala, ora ci stiamo espandendo anche in altre città come Jijnja, dove adesso ho alcuni clienti. Quindi sicuramente in termini di mercato mi sono allargata.
L’incontro con altri manager e imprenditori sociali nella tua situazione ti ha aiutato a costruire una rete che può influenzare in modo positivo nel futuro il tuo lavoro?
Sì certo, l’incontro con altri imprenditori è stato di grande aiuto. Durante il master abbiamo fatto incontri in cui ognuno di noi portava le proprie idee e gli imprenditori ci davano un feedback sul modello di business che avevamo progettato. Inoltre abbiamo fatto dei concorsi a cui erano invitate persone esterne, per esempio i giudici, che venivano da istituti finanziari o altre organizzazioni. Anche a loro presentavamo le nostre idee e ci davano un feedback sull’efficacia delle proposte. In più sono riusciti a metterci in contatto con altre organizzazioni, come l’Uganda Investment Authority. Ora dobbiamo presentare le nostre proposte a possibili investitori che vogliono finanziare i nostri progetti. Quindi sì, il master ci ha davvero permesso di stabilire una rete di contatti.
Puoi spiegarci in modo approfondito la tua idea imprenditoriale dal punto di vista economico? Partendo dai prodotti.

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Insieme allo staff di Italia Uganda, Evelyn consegna a Beatrice, la cuoca della Missione, il prodotto da lei realizzato e commercializzato

Proponiamo un combustibile che deriva dagli scarti agricoli, come le pannocchie di grano. L’Uganda è un paese basato sull’agricoltura e ci sono tantissimi scarti che rimangono sul territorio, quello che facciamo perciò è riciclarlo. Questo per limitare la pressione sulle foreste, sugli alberi come fonti di energia, visto che in Uganda il 97% della popolazione dipende dalla cosiddetta biomassa, cioè dalla carbonella o dalla legna e ciò causa il taglio di molti alberi. Noi cerchiamo di promuovere forme alternative di biomassa, per ottenere un prodotto efficiente e sostenibile per l’ambiente.
Come ti vedi come donna e allo stesso tempo imprenditrice in Uganda? Non ci sono così tante donne imprenditrici!
Sì è vero, in effetti sono poche le donne con cui ci si può identificare.
Essere donna e imprenditrice non è facile, se hai figli devi assicurarti di prenderti cura di loro e allo stesso tempo devi essere concentrata sulla tua attività. Ma se riesci a focalizzare le tue energie e sai cosa vuoi, allora lo puoi ottenere. Per esempio, io mi prendo cura di due bambini e quello che faccio è stabilire il tempo per ogni cosa: questo è il tempo per i bambini e questo è il tempo per il lavoro.
Qual è il tuo sogno per il futuro del tuo prodotto? Hai l’obiettivo di assumere più persone o sviluppare la tua attività anche in altri paesi africani?
Il nostro obiettivo per i prossimi 5 anni è creare un centro di raccolta del combustibile e un punto di dimostrazione per spiegare alle persone come si usa, dato che si tratta di un nuovo prodotto. E’ difficile fare dimostrazioni casa per casa, ma se avessimo uno showroom, potremmo mostrare come funziona il prodotto. Naturalmente una volta creato il centro di raccolta e lo showroom avrò bisogno di assumere più personale. Ho anche identificato i venditori di carbonella, dato che in Uganda ci sono persone che vendono la carbonella sulle strade, per poterli poi usare come rivenditori e anche questo ci aiuterà ad ingrandirci. Vorrei raggiungere 1 milione di case entro il 2020.

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