2011

31.08

UgandAbout

UgandAbout – agosto 2011

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Eccovi alcune notizie sull’Uganda e sull’Africa recuperate da internet nell’agosto 2011. Clicca qui per leggere le notizie del mese

SARA’ AMMODERNATO GRANDE OSPEDALE DI KAMPALA
28 luglio 2011

FONDI PER DARE PIU’ ILLUMINAZIONE A ZONE RURALI
3 agosto 2011

SCOPERTO CRANIO SCIMMIA DI 20 MILIONI DI ANNI
8 agosto 2011

PUBLIC LIBRARIES RELEVANT FOR EXCELLENCE
8 august 2011

RIVISTE AL RIALZO STIME PRODUZIONE CAFFE’ (+12%)
10 agosto 2011

BLOCCATO L’EXPORT DI ZUCCHERO
11 agosto 2011

E’ NATA UNA NUOVA RADIO E SI CHIAMA ‘XFM’
11 agosto 2011

BANANA GROWTH UP 2.7 PERCENT
15 august 2011

NATION STARTS ENERGY AND CLIMATE EDUCATION TOUR
15 august 2011

ERITREA, ROMPERE L’ISOLAMENTO
17 agosto 2011

LA TENSIONE RIMANE ALTA
18 agosto 2011

SHILLING CONTINUES SLIDE TO THE U.S. DOLLAR
20 august 2011

KAMPALA IS AMONG CHEAPEST WORLD CITIES
22 august 2011

DOCTORS, NURSES TO GET SALARY RISE
22 august 2011

UN SMS CONTRO LA MALARIA: CURE MIGLIORI NEL 24% DEI CASI
22 agosto 2011

MAKERERE UNIVERSITY LECTURERS STRIKE OVER POOR PAY
23 august 2011

RITIRATO DL SU PENA DI MORTE PER OMOSESSUALI
24 agosto 2011

EBOLA, SCOPERTA UNA MICROMOLECOLA IN GRADO DI BLOCCARE L’ACCESSO AL VIRUS
25 agosto 2011

CEMENT PRICES HIT SHS30,000
25 august 2011

UGANDA-ERITREA, PIU’ INTENSA LA COOPERAZIONE BILATERALE
26 agosto 2011

BREVE DALL’UGANDA
29 agosto 2011


SARA’ AMMODERNATO GRANDE OSPEDALE DI KAMPALA
28 luglio 2011

La Banca africana per lo Sviluppo (AfDB) ha erogato all’Uganda un prestito per un valore complessivo di 463 milioni di dollari, da destinare allo sviluppo dei settori sanitario, idrico e delle infrastrutture.
In un intervento a una cerimonia pubblica, il rappresentante dell’AfDB a Kampala, Patrick Simiyu Khaemba, ha detto che i fondi “serviranno al finanziamento, nel prossimo triennio, di settori cruciali per l’economia” di questo Paese dell’Africa orientale.
Tra i progetti in programma, l’ammodernamento dei centri sanitari di Kawempe e Kirundu e del più grande ospedale del Paese, situato nella parte settentrionale della capitale, Kampala.

fonte www.agi.it

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FONDI PER DARE PIU’ ILLUMINAZIONE A ZONE RURALI
3 agosto 2011

Il governo dell’Uganda, in collaborazione con enti istituzionali internazionali, ha stanziato 20 milioni di dollari per aumentare l’accesso all’elettricità nelle zone rurali del Paese.
Si insisterà maggiormente, spiegano i tecnici del governo di Kampala, sull’estensione della rete di trasmissione elettrica e sulla costruzione di microcentrali in diversi punti del territorio nazionale.
Al termine dei lavori dei progetti fin qui presentati si prevede che oltre 15mila abitazioni saranno dotate di corrente elettrica, per un totale di 100mila ugandesi destinati a cambiare vita. L’inadeguatezza del sistema energetico ugandese costa ogni anno al Paese una mancata crescita in termini di Prodotto interno lodro (Pil) di circa 2 punti percentuali.
fonte www.agi.it

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SCOPERTO CRANIO SCIMMIA DI 20 MILIONI DI ANNI
8 agosto 2011

Una squadra di paleontologi ugandesi e francesi ha annunciato di aver scoperto nel nord dell’Uganda il cranio di una scimmia risalente a venti milioni di anni, che potrebbe fornire notizie utili sulla storia evolutiva in questa parte del mondo.
Il paleontologo del ‘College de France’ di Parigi, Martin Pickford, ha detto in conferenza stampa che “si tratta della prima volta che si scopre il cranio completo di una grande scimmia di quest’epoca“. Lo studioso ha aggiunto che quello scoperto è “un fossile molto importante, capace di dare all’Uganda un posto di rilievo nelle ricerche in questo settore“.
Il cranio appartiene a un maschio di scimmia Ugandapithecus Major, ritenuto un lontano cugino delle grandi scimmie che tuttora popolano questo Paese dell’Africa orientale.
fonte www.agi.it

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PUBLIC LIBRARIES RELEVANT FOR EXCELLENCE
8 august 2011

In Uganda, it has been argued severally that a reading culture is almost nonexistent. Lots of reading materials are in place but only a fraction of the population have the interest to read.
This also accounts for the low sales of newspapers in the country. The public does not have a similarly strong association with public libraries. The use of the library can be of great help to learners and researchers as it provides a quiet reading environment (as a rule) and variety of book resources.
Allan Musoke, a Senior Four student at Sentah College in Mbarara District testifies on how helpful the library has been. “I was introduced to this library by a friend of mine when I was in Senior Three. I am inspired to read when I see other people reading. Since I was the only child in secondary at home, I spent most of my time playing around with my siblings in primary. However, with the library I am able to concentrate as reading is the reason everyone comes here, so I concentrate more.
However, Rachael Ntegyereize, now a first year student at Mbarara University of Science and Technology, does not concur with Musoke. “In secondary school, public libraries were viewed as areas where students would show off. I had never liked reading from there because students always formed ‘cliques’ of their schools and gossiping on who dressed best and who has the best phone was the order of the day. So to clear this stress, I always stayed home where I concentrated more in my room” she says.
Security fears
– “The only problem I had with public libraries was the poor security in most of these libraries. While it was meant for reading, some people came with different reasons. It is a common rule that users’ bags should be left outside” Ms Ntegyereize says.
Students that came with other purposes like stealing took this opportunity to take what did not belong to them. “On several occasions, I lost property at the library and I had to go through a lot of explaining to my parents on why I had ‘misplaced it’” Ms Jalia Nanziri, now working with a media company, memorizes.
Nevertheless, public libraries are key in improving a student’s mind set on different subjects. “With the state of schools in our country, most school libraries are not up to date, and so public libraries come in handy to supplement students’ learning given the various books in libraries” Ms Nanziri commends.
Mr Abdul Mutazindwa, the Director Education Standards in the Ministry of Education, says public libraries are one of the critical installations, “but I don’t know whether they qualify to be called public libraries.” He says these facilities are not re sourced and would be very effective if people knew about them. “Few people know that they exist.
Mr Mutazindwa, who says he benefitted a lot from public libraries during his time at school, notes that the country has failed to promote reading. “The reading culture has been poor. The unfortunate part is that we have failed to outwit it. In our education system, we don’t start it early” Mr Mutazindwa explains.
The importance of a library
The library not only compliments the classroom study but also aids in research. It helps students with text books, parallel studies, reference books and periodicals; by providing a large number of bibliographic tools and up to date literature. However most of the public libraries in Uganda do not have the IT component as most of them have one or two computers with limited access to the internet.
Unlike in classroom academics, the internet facility is important in research work.

The public libraries are also short of proper book up dates. Some of them still have old, outdated books in their shelves as some depend on donations most times.
Our peak time is second term holidays when candidate classes are preparing to sit their final exams. Students come in large numbers and at times we cannot accommodate all of them because of the limited space and scarcity of books” Ms Nalubega notes.
If public libraries are going to invest limited resources into a marketing campaign to stay relevant in the information services field, then determining the likely effectiveness of the results is imperative.
fonte www.monitor.co.ug By Joseph Mazige & Sheila Nduhukire

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RIVISTE AL RIALZO STIME PRODUZIONE CAFFE’ (+12%)
10 agosto 2011

L’Uganda, secondo produttore africano di caffè, ha rivisto al rialzo le stime per la raccolta 2010-11, grazie ai risultati migliori delle aspettative registrati nella regione sud-occidentale.
Lo ha reso noto l’Autorità per lo Sviluppo del caffè, la quale ha fatto sapere che a fine settembre, quando si prevede la fine della raccolta, saranno stati prodotti tra i 2,8 e i 2,9 milioni di sacchi di caffè da 60 chilogrammi, contro i 2,6 milioni previsti nello scorso aprile.
La fonte ha aggiunto che dallo scorso ottobre fino alla fine di luglio la produzione è cresciuta dell’8,7 per cento, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, pari a 2,5 milioni di sacchi, contro i 2,3 milioni dell’annata 2009-10.
fonte www.agi.it

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BLOCCATO L’EXPORT DI ZUCCHERO
11 agosto 2011

Per fronteggiare un’imprevista penuria di zucchero, il presidente ugandese, Yovweri Museveni, ha annunciato il blocco delle esportazioni e la ripresa dell’import di questo bene di prima necessità. Il provvedimento, che avrà durata semestrale, servirà a bloccare il continuo aumento del prezzo sul mercato interno. Lo ha reso noto lo stesso Capo dello Stato, nel corso di un sopralluogo a due zuccherifici situati nelle province di Jinja e Buikwe.
Museveni ha precisato che l’esecutivo consentirà l’importazione di 40.000 tonnellate nei prossimi sei mesi e, nello stesso tempo, saranno bloccate le esportazioni dello stesso prodotto.
Nel 2010, l’Uganda ha esportato 275.000 tonnellate metriche di zucchero, mentre nel primo semestre di quest’anno ne ha destinate al mercato estero circa mezzo milione.
fonte www.agi.it

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E’ NATA UNA NUOVA RADIO E SI CHIAMA ‘XFM’
11 agosto 2011

Trasmette da pochi giorni ed ha già conquistato indici di ascolto da fare invidia alle emittenti storiche del panorama radiofonico ugandese.
La nuova radio ‘XFM’ è controllata dal Gruppo editoriale locale New Vision, attivo soprattutto nella carta stampata. La new entry dell’etere ugandese punta soprattutto sulle news e sulla musica più in voga nel continente, come il rythm & blues, l’afro-pop e l’hip hop.
Ai suoi microfoni, alcune tra le voci più popolari del panorama radiotelevisivo, strappate alla concorrenza con contratti ritenuti molto lucrosi.
fonte www.agi.it

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BANANA GROWTH UP 2.7 PERCENT
15 august 2011

Bananas locally known as matooke registered a 2.7% growth in the fiscal year 2010/2011. This remains the major food crop for Uganda followed by cassava and sweet potatoes.
According to Uganda’s financial year 2011/2012 budget analysis by Price waterhouse Coopers limited (PWC), the subsectors growth is attributed to the huge investments made in the agricultural sector during the fiscal year. “US $13 million funding by the World Bank in research targeting food crops, high value non staple foods and agro-biodiversity is evidence for focus on the sector” reads the report.
The report indicates that enhancement of agricultural production and productivity through investment in infrastructure and increased agricultural investment to more districts led to the growth of the sub sector.

The sector continues to grow with the focus on diversification of the agricultural export base and subsidization of interest rates in respect to lending to Small and Medium Enterprises (SME’s) through facilities like the Agricultural credit facility. However the analysis highlights the major challenges to the sector which if worked upon could lead to the rapid growth of the plantain sub sector and agriculture at large.
Continued dependence on increasingly unpredictable weather pattern for crop production, low adoption of mechanized farming and failure to manage producer prices especially in periods of bumper harvest when demands outstrips supply depresses producer prices which the sector continues to face” a section of the report reads.
While addressing journalists in a media training workshop, Mr. Francis Kamulegeya the country senior partner with PWC said that the government however proposed to allocate Ushs437 billion to this sector an increase compared to the 2010/2011 allocation of Ushs 366 billion. “Government proposed a number of incentives to address the challenges that are within its control and these are expected to create a positive medium term impact on the sector” explained Kamulegeya.
In recognition of the predominantly manual nature of subsistence farming as well as the fact that most of the hoes used for tilling are imported, the report indicates that government proposed to reduce the import duty on hoes to 0% from 10%.
Kamulegeya highlighted areas that still require intervention to address challenges facing the sector. “Incentives to encourage mechanization, measures to boost the adoption of large scale commercial farming, incentives to encourage mechanization and ways of strengthening agricultural extension services provided by organizations such as NAADS remain unaddressed” Kamulegeya revealed.
fonte
www.allafrica.comEriosi Nantaba

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NATION STARTS ENERGY AND CLIMATE EDUCATION TOUR
15 august 2011

Uganda has started an Energy and Climate Change awareness campaign for schools, aimed at raising a generation of an energy and environment conscious population. The campaign is dubbed ‘Energy Explorerz’. It targets students of primary, secondary and vocational level.
It is also intended to promote awareness on energy and climate change in a sustainable manner, make energy and climate change concepts appreciated and easy to understand among the young generation and promoting use of energy efficient technologies and practices as a wise option for energy and environment conservation.
The awareness campaign is supported by Uganda’s Ministry of Energy and Mineral Development in partnership with the GIZ promotion of Renewable Energy and Energy Efficiency Programme (PREEEP). According to Uganda’s state minister for energy Mr. Simon D’Ujanga, the energy sector is one of the key sectors that have for a longtime been regarded as a complex and technical among the general public.
“The awareness levels on issues pertaining to energy are so low that very few people understand the meaning of the term ‘Energy.’ “The majority of them think that Energy means Electricity. This situation demonstrates a dire need to demystify Energy and educate the public about its significance in our daily lives, hence raising a population with an Energy efficient culture” explained D’Ujanga.
Uganda is among countries with the lowest access to modern energy services around the world. It meets more than 93% of its energy demand with biomass, 6% with fossil fuel combustion and only 1% with electricity from hydro and fuelled thermal power plants.
Throughout previous campaigns, the ministry of energy noted that many young people in Uganda do not know the role energy and the impact of climate change. “We believe that children are the future and that is why educating them is very important. We want to start at the grassroots levels since lack of awareness is an issue that needs to be tackled right from the root” added the minister.
Mr. Claus Dieter Duxmann the German Ambassador to Uganda said the two governments are in partnership to improve access to modern energy by the Ugandan population.
fonte www.allafrica.comPaul Tentena

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ERITREA, ROMPERE L’ISOLAMENTO
17 agosto 2011

Il presidente eritreo Isaias Afeworki è giunto ieri a Kampala per una visita di stato di tre giorni. La sicurezza regionale sarà il tema principale di discussione tra Afeworki e il suo omologo ugandese Yoweri Museveni.
L’Eritrea è accusata da Etiopia e Gibuti di sostenere le milizie islamiche Shebab e di destabilizzare l’area. I due paesi dell’Africa Orientale avevano già chiesto alle Nazioni Unite di applicare sanzioni economiche contro il governo di Asmara. La stessa Uganda, che tiene il principale contingente di uomini in Somalia, aveva rivolto la stessa accusa. Ci sono gravi accuse che l’Eritrea aiuti i ribelli Shehab a destabilizzare la regione del Corno d’Africa. Speriamo che il presidente Afewerki ci dia delle risposte soddisfacenti a riguardo” ha dichiarato James Mugume, segretario permanente del ministero esteri ugandese.
Recentemente il presidente governo federale transitorio (Tfg) Sharif Sheikh Ahmed ha chiesto al presidente Museveni a portare ulteriori 3.000 soldati in Somalia per rafforzare la distribuzione di aiuti alimentari e la pace a Mogadiscio.
Un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato a fine luglio accusa apertamente l’Eritrea di sostenere miliziani Shebab e di sostenere vari gruppi ribelli in Gibuti, Sudan ed Etiopia come anche in Uganda con “supporto finanziario e logistico, addestramento e operazioni speciali di intelligence, violando la risoluzione dell’Onu 1907 (2009)”.
Asmara che è sotto embargo Onu, ha negato le accuse. Un altro elemento di discussione è la richiesta dell’Eritrea di ritornare nel blocco dell’ Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad), dopo quattro anni di isolamento. Eritrea si ritirò dalla Igad nel 2007 per protesta contro l’intervento militare dell’Etiopia a sostegno del governo di transizione in Somalia.
fonte www.misna.org

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LA TENSIONE RIMANE ALTA
18 agosto 2011

La polizia ugandese ha usato cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e colorante rosa contro i leader dell’opposizione e i loro sostenitori per disperdere una manifestazione in memoria delle 10 vittime morte durante le proteste antigovernative dell’aprile scorso. Dopo le schermaglie iniziali, la polizia ha permesso ai manifestanti di continuare la loro marcia in una zona diversa della capitale Kampala.
La manifestazione, mercoledì mattina, aveva attirato alcune centinaia di persone che volevano ricordare le vittime della protesta ‘Walk-to-work’ (vai al lavoro camminando). “Abbiamo organizzato una manifestazione per ricordare le persone morte durante le proteste dell’aprile scorso e anche per attirare l’attenzione del pubblico sulla situazione economica del Paese” ha detto Nandala Mafabi, parlamentare dell’opposizione.
Il portavoce della polizia, Ibin Ssenkumbi, ha sostenuto che le forze dell’ordine sono intervenute perché i parlamentari presenti avevano rotto un accordo stipulato in precedenza. Ssenkumbi si riferisce all’accordo di non organizzare manifestazioni nei centri commerciali ed industriali della capitale che era stato raggiunto alcuni mesi fa con le forze dell’opposizione.
Lo scorso aprile, per protestare il caro vita e la mancanza di protezioni sociali, centinaia di persone avevano aderito alla proposta di andare a lavorare a piedi, senza quindi usare il costoso servizio pubblico. La manifestazione fu repressa brutalmente per volere del governo. L’opposizione ha peraltro promesso di iniziare a breve una nuova serie di proteste contro il costo del cibo e l’aumento del presso dei carburanti.
Di fronte ad una inflazione che ha toccato il 19% quest’anno, il governo si difende facendo cadere la colpa sull’aumento del costo del petrolio – che l’Uganda deve importare attraverso il Kenya – e la siccità che ha colpito la regione.
L’opposizione fa notare che il governo ha però rifiutato di tagliare le tasse sui prodotti petroliferi, innescando così un inflazione alta e l’aumento del costo di produzione e distribuzione di molti prodotti locali.
fonte www.misna.org

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SHILLING CONTINUES SLIDE TO THE U.S. DOLLAR
20 august 2011

This week the shilling traded in a narrow range against the dollar of Shs2,775 to Shs2,800 with mild activity in the market.
The aggressive bids seen in the last couple of weeks seem to have disappeared despite the growing concerns about the global economy. Market confidence remains severely dented and the risk of sentiment is likely to remain elevated.
Next week the shilling could stay about the Shs2,760 to Shs2,800 range as the market keeps a close eye on the global developments concerning the US and EUR zone economies.
The cash markets are expected to remain short as the Central Bank issues treasury bills on August 24.
fonte www.allafrica.com

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KAMPALA IS AMONG CHEAPEST WORLD CITIES
22 august 2011

Kampala is one of the cheapest cities in Africa and the entire world to live for expatriates, a 2011 cost of living survey from Mercer, a leading human resource and financial consultancy firm has revealed.
Ranked at position 202 in the world, Kampala fares a lot better than Tanzania’s Dar-es-Salaam (ranked 187) and Kenya’s Nairobi (108). This gives the city an edge over its East African counterparts as an attraction for highly-skilled foreign labour. Regionally, Kampala ranks 40th, ahead of Dar-es-Salaam (36) and Nairobi (23) out of 43 surveyed African countries.
This development, according to some experts, could have been precipitated by the current economic trends that have seen the Uganda shilling depreciate against the dollar. “This means that people from foreign countries can purchase more goods for less money in Uganda” says Dr. Adam Mugume, the Bank of Uganda executive director for research function.
With $100, one can purchase a lot more goods and services in Uganda than in other countries” he adds. This, Mugume says, is potentially good for the country “because more and more people are encouraged to come to Uganda, which boosts tourism and other sectors of the economy”.
According to the same survey, Luanda, the capital city of Angola is the most expensive city for expatriates across Africa and globally. It is followed by the Chadian capital Ndjamena, ranked number three and Gabon’s Libreville in the 12th position. The survey covers 214 cities across five continents and measures the comparative cost of over 200 items in each location, including housing, transport, food, clothing, household goods and entertainment.
New York is used as the base city against which all cities are compared. Currency movements are measured against the US dollar. The cost of housing — often the biggest expense for expatriates — plays an important part in determining where cities are placed. After Luanda, Ndjamena and Libreville, Africa’s most expensive cities are Victoria (13) in the Seychelles, Niamey (23) in Niger and Dakar (32) in Senegal. In South Africa, Johannesburg and Cape Town rank 151 and 171, respectively.
These findings defy the long held notion that cities in African nations are affordable, perhaps because of the less developed infrastructure and run down amenities. Nathalie Constantin-Métral, a senior researcher at Mercer, says this is not true. “We’ve seen demand increase for information on African cities from across the business spectrum, mining, fi nancial services, airlines, manufacturing, utilities and energy companies” she says.
This, she says, is because of the increasing cost of safe and secure living conditions, which many multi-national companies seek out for their expatriate employees “In some African cities, the cost of living, particularly, good, secure accommodation can be extraordinarily high.” This, she says, is generally the main reason why we fi nd so many African cities high up in the ranking.
At the bottom of the ranking, Addis Ababa (208) in Ethiopia is the cheapest African city, followed by Namibia’s Windhoek (205) and Botswana’s Gaborone (203). New entries in the top 10 list of the costliest cities in the world are Singapore (8), up from 11, and São Paulo (10), which has jumped 11 places since the 2010 ranking. Karachi (214) is ranked as the world’s least expensive city.
Recent world events, including natural disasters and political upheavals, have impacted the rankings for many regions through currency fluctuations, cost infl ation for goods and services and volatility in accommodation prices. Mercer’s is the world’s most comprehensive cost of living survey and is designed to help multinational companies and governments determine compensation allowances for their expatriate employees.
EXPERIENCES OF UGANDANS ABROAD
Dr. Augustine Nuwagaba, consultant – I lived in Geneva in the 1990s. It is one of the most expensive cities I ever lived in. Transport, accommodation and food was expensive. A plate of chicken and French fries cost $96 (about 250,000). Accommodation cost between $100 and $180 (sh260,000-sh460,000) per night. To cut costs, I and my colleagues appealed to the head of the Uganda Consulate in Geneva to help us out. I teamed with friends to share accommodation and cut costs. We also used trams for transport as opposed to expensive road transport. We used to go to neighbouring Germany to find cheaper food.
Cindy Sanyu, Musician
– It is quite expensive living in London. While some of my trips were paid for, I have had to get money out of my pocket to go around and do shopping. Taxis cost an arm and leg. Imagine paying £12 (about sh48,000) for a short drive around town. I used to go shopping, but many items were extremely expensive. A nice pair of shoes cost over £25 (over sh100,000). Here, you can ¬ nd a nice one at much less than that. What I did to cut costs? I also stopped using taxis and resorted to going around by bus or train. I stopped going to expensive restaurants.
Navio, Hip Hop artiste
– I lived in South Africa. I was a student there. Everything, from textbooks to transport, was annoyingly expensive. Food too was on the high side. So I got on to a hustlers meal — this consisted of bread and soft drinks like Pepsi. There is also something we called Bunny Chow (meet rolled up in bread). This meal was a nice way for us to save. I played in a provincial basketball team and worked at a café to supplement my income. I also used to do music so I had busy weekends working.
Dr. Lilian Nabulime, University lecturer
– I lived in Newcastle, where I did my PhD. Accommodation cost about £2,000 every month. Food and transport was also very expensive. We needed warm clothing and other materials, but these too were very expensive. I had to ¬ nd accommodation near the university. This made it very easy for me to walk to class, instead of using a bus or taxi. I never ate in restaurants, because it was expensive there. I would instead buy food in bulk and slowly but carefully consume it to make sure it lasts long enough.
fonte www.newvision.co.ug Stephen Ssenkaaba and agencies

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DOCTORS, NURSES TO GET SALARY RISE
22 august 2011

The salaries for doctors, nurses and all the senior health officials is to increase substantially, if the proposals made by the health ministry are approved. The monthly gross pay of the director general will shoot up from over sh2.14m to sh7.5m, according to figures presented to the social services committee by health minister Dr. Christine Ondoa on Friday.
A senior consultant will earn a gross salary of sh5m, from the current sh2.12m, while a medical offi cer (scale U4) will get sh1.6m compared to the current sh833,123. For a nursing assistant and other support staff (scale U8), the new salary would rise to sh500,000, from sh210,996. The minister said the proposals had been submitted to the public service ministry for consideration.
Ondoa had re-appeared before the committee together with the ministry’s permanent secretary, Dr. Asuman Lukwago, and other senior staff to respond to queries raised by MPs on the ministry’s budget for this fi nancial year. Lukwago told journalists that they had held discussions with the public service ministry over the issue.
The proposals, he said, would not be implemented this financial year. Committee chairman Dr. Sam Lyomoki said they had not yet agreed on where to get the money for the salary increment.
In comparison, a document circulated to the committee indicated that a medical offi cer in Uganda gets $354, while in Kenya they get $959, Tanzania $550, Rwanda $645 and South Africa $2,150. It also showed that a nurse/midwife in Uganda gets $107, in Kenya they get $335, Rwanda $419 and South Africa $1,200.
The MPs were also concerned about allowances of health workers and made suggestions on areas where budget cuts could be effected so that health workers can be retained.
Lyomoki pointed out that the MPs had asked the minister to do re-allocations in the budget and fi nd money for health workers, before she goes to the finance ministry to look for more money. “We are working with the ministry to undertake cuts in some areas in the ministry budget in order to find money for maintaining health workers” Lyomoki said.
The areas targeted include workshops, entertainment, buying of new vehicles, advertisement and travel abroad. “We want a functional health system, not white elephants” he added.
Lyomoki said an additional 5,000 health workers were required. He added that since there was new leadership in the ministry, “there should not be a mere change of guards, but a fundamental change”.
fonte www.newvision.co.ug Joyce Namutebi

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UN SMS CONTRO LA MALARIA: CURE MIGLIORI NEL 24% DEI CASI
22 agosto 2011

In Africa un sms può salvare la vita e costare meno di un dottore. Sono i paradossi di un continente dove, in alcune aree, gli ammalati non hanno accesso a strutture sanitarie attrezzate e la semplice tecnologia di una pompa idrica è futuristica quanto può esserlo un’astronave, ma nel quale i cellulari hanno una diffusione non ancora capillare ma rapidissima.
Così il ‘Kenya Medical Research Institute’ (Kemry) ha deciso di sfruttare la telefonia mobile e gli sms per raggiungere più facilmente gli operatori sanitari delle aree più remote e aiutarli nel loro lavoro, un’iniziativa che ha avuto risultati sorprendenti, tanto da venire menzionata dalla prestigiosa rivista scientifica ‘The Lancet’.
Le indicazioni arrivate agli infermieri via sms sono infatti servite a trattare nel modo corretto il 24 per cento in più dei casi e si sono dimostrate più efficaci ed economici di corsi di aggiornamento o materiale cartaceo.
Per capire come un semplice sms mandato sul cellulare di un infermiere può contribuire a salvare una vita bisogna tener conto non soltanto dei mezzi limitati della sanità africana, ma anche delle sue caratteristiche, completamente diverse dalle nostre.
Ospedali, ambulatori, cliniche sono pochi e irraggiungibili per un’ampia parte della popolazione, perciò, quando è possibile, le strutture sanitarie istruiscono infermieri che si spostano di villaggio in villaggio creando degli ambulatori itineranti
nei quali si fa prevenzione, si curano le malattie più comuni, vengono prestate le cure di primo soccorso e organizzati i trasferimenti degli ammalati più gravi negli ospedali.
Il lavoro degli infermieri a domicilio è gravoso, spesso intrapreso dopo corsi accurati e approfonditi quanto è possibile in Paesi nei quali i fondi destinati alla formazione del personale sanitario sono limitati o nulli. Il Kemry, struttura governativa che ha tra i suoi obiettivi proprio la formazione di questi profili professionali, ha perciò pensato a un metodo per poter seguire e aiutare gli infermieri kenyani anche dopo gli studi, avviando un servizio di sms per ricordare alcuni principi basilari delle terapie e delle procedure più comuni, come quelle antimalariche. Il successo dell’iniziativa è stato sorprendente, con un miglioramento del 24 per cento di casi di malaria trattati in modo corretto.
In pratica, il 24 per cento di vite salvate in più. È stato sufficiente inviare sui cellulari del personale sanitario sms del tipo “Raccomandate alle madri dei bambini affetti da malaria di finire tutte le dosi di medicina anche se il bambino si sente meglio dopo aver preso le prime!”, o altre indicazioni utili a ribadire quanto gli infermieri avevano studiato nei corsi professionali.
Agli sms ‘tecnici’ sono stati inframmezzati anche sms motivazionali, come “Un sorriso che farete, porterà sempre qualcosa di buono in cambio”, per rendere il servizio meno freddo e distaccato. Il costo degli sms è stato ampiamente ripagato dai risultati e si è dimostrato anche più economico dei mezzi usati di solito per l’aggiornamento professionale, quali corsi di sostegno o materiale cartaceo da distribuire nei centri sanitari distaccati.
Il costo di ogni sms in Kenya è inferiore a un centesimo di euro, ma i dati elaborati nello studio del ‘Kenya Medical Research Institute’, coadiuvato dallo ‘Oxford Biomedical Research Institute’, hanno indicato che – pur mandando messaggini per un totale di 39mila euro – la spesa per l’iniziativa è stata assai inferiore ai costi che sarebbero stati necessari per far viaggiare docenti nel Paese o inviare materiale per l’aggiornamento.
In ogni caso, gli sms si sono dimostrati di gran lunga più utili per i 119 infermieri che hanno visitato 2269 bambini affetti da malaria rispetto a corsi di aggiornamento o nuovi libri. E, tengono a sottolineare i ricercatori, le cose possono ancora migliorare, perché nei sei mesi successivi al monitoraggio di cui si riferisce nell’articolo pubblicato su ‘The Lancet’, gli sms sono diventati sempre più accurati e graditi.
fonte www.repubblica.it Cristina Nadotti

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MAKERERE UNIVERSITY LECTURERS STRIKE OVER POOR PAY
23 august 2011

Makerere University lecturers have declared a sit down strike, starting today, over low pay. They want the Government to pay a Professor a salary equivalent to that of a Member of Parliament.
A Ugandan MP receives an average of sh15m monthly. The lecturers also want sh8m for teaching assistants, the entry level into teaching at the University.
However, State minister for higher education Dr. John Muyingo said Government will look into the lecturers grievances. The minister said they were in a meeting on Tuesday morning to forge a way forward.
The lecturers resolved to lay down their tools following a heated meeting convened by the Makerere University Academic Staff Association (MUASA) that lasted for over four hours. The MUASA chairperson, Prof Tanga Odoi said the lecturers would not teach until their demands are met. The strike will affect students who resumed for the new semester last week, and started their lecturers on Monday.
We have agreed to lay down our tools until our demands are met by the Government” he said. He added: “We gave the Government three months to increase our salaries to help us cope with rising inflation, but we have not received any feedback.”
The lecturers also agreed not to conduct lecturers until the National Insurance Corporation (NIC) clears the sh16.7b it owes the University. The money reportedly accumulated between July 1996 and 2005, when the company operated a deposit administration plan (DAP) for the university’s pension scheme.
Odoi blamed the University Council for failing to liaise with NIC to resolve the matter, until he petitioned them to write to the insurance firm last week. The lecturers agreed to use their lawyers to place a caveat on sale of NIC properties, alleging fear that the insurance firm may wind up business without paying their savings.
They cited reports that NIC had not renewed its trading license.
fonte www.newvision.co.ug

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RITIRATO DL SU PENA DI MORTE PER OMOSESSUALI
24 agosto 2011

Il governo ugandese fa una parziale marcia indietro sulla presentazione in Parlamento di una proposta di legge per aggravare ulteriormente la condizione degli omosessuali, considerati, come in altre numerose nazioni africane, alla stregua dei peggiori criminali.
La riforma in cantiere dal 2009 prevedeva addirittura di offrire ai giudici la possibilità di condannare a morte i gay. L’opposizione di numerose associazioni per i diritti umani e il dissenso di sempre più larghi strati della popolazione ha portato il governo a ritirare il progetto.
David Bahati, l’architetto della riforma, non si dà per vinto: “Considerate le polemiche il governo ha fatto bene a frenare, del resto ci sono già numerose leggi in materia” dice Bahati alla stampa locale “ciò non toglie che è assolutamente necessario adottare misure più severe per garantire la moralità pubblica e proteggere la purezza della nostra società“.
fonte www.agi.it

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EBOLA, SCOPERTA UNA MICROMOLECOLA IN GRADO DI BLOCCARE L’ACCESSO AL VIRUS
25 agosto 2011

Studiosi statunitensi hanno identificato il meccanismo in grado di bloccare il virus Ebola e la strategia impiegata dal virus per attaccare le cellule umane.
Il virus dell’Ebola (EboV) è all’origine di micidiali focolai di infezione tra le popolazioni africane e purtroppo i casi di insorgenza sono in aumento. Finora non esiste alcun vaccino o terapia efficace per l’infezione e, nella ricerca di un’arma per combatterlo, i ricercatori del Brigham and Women’s Hospital (BWH) di Boston hanno utilizzato un robot sviluppato dai loro colleghi impegnati presso il ‘National small molecule screening laboratory’ della Harvard Medical School per esaminare decine di migliaia di campioni.
Nel corso della ricerca, gli studiosi hanno individuato una nuova micro-molecola derivata da benzilpiperazina adamantyl diamide che si è rivelata in grado di inibire l’ingresso di EboV in oltre il 99 per cento delle cellule. Ulteriori studi effettuati presso lo ‘United States Army Research Institute for Infectious Disease’, a Fort Detrick, nel Maryland, hanno verificato l’efficacia di questo inibitore di entrata del virus.
In particolare, essi hanno usato l’inibitore come sonda per studiare il percorso di infezione dell’EboV e hanno scoperto che l’obiettivo dell’inibitore è la proteina Niemann-Pick C1 (NPC1), il ‘cavallo di Troia’ attraverso il quale il virus attacca la membrana cellulare dell’organismo ospite. I risultati della ricerca verranno pubblicati domani sulla rivista Nature.
Nel 2005 – ha spiegato James Cunningham, primo autore dello studio e ricercatore presso la Divisione di ematologia della BWH – abbiamo dimostrato che la digestione della glicoproteina sulla superficie delle particelle dell’EboV da parte della cellula ospite della proteasi catepsina B costituisce un passaggio fondamentale nell’infezione, ma avevamo intuito il coinvolgimento di altri fattori. Identificare l’inibitore dell’EboV ci ha portato alla scoperta che NPC1 è il condotto attraverso il quale il virus è in grado di infettare le membrane cellulari e ciò rappresenta una svolta per le nostre ricerche“.
In combinazione con gli esiti degli studi precedenti sulla struttura della glicoproteina del virus e sulla sua funzione, questi risultati indicano che l’infezione procede per passi successivi nel corso dei quali la catepsina B rimuove la parte superiore della glicoproteina dell’EboV ed espone la regione critica che si lega alla proteina NPC1 e consente l’ingresso delle particelle di EboV nelle cellule.
I nostri risultati dimostrano che l’infezione di EboV ha caratteristiche in comune con altri virus patogeni tra cui l’Hiv e la Sars, i quali utilizzano anch’essi due proteine ospiti per avanzare nelle membrane cellulari e infettare le cellule ospiti ha detto Cunningham. “E ‘interessante notare che NPC1 è fondamentale per l’assorbimento del colesterolo nelle cellule, il che è un’indicazione di come il virus sfrutta processi cellulari normali per crescere e diffondersi. Le micro-molecole – ha concluso il ricercatore americano – connesse a NPC1, che inibiscono l’infezione di EboV, mostrano senz’altro il potenziale di essere trasformate in anti-virali“.
fonte www.repubblica.it

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CEMENT PRICES HIT SHS30,000
25 august 2011

As the high cost of sugar eases across the country, cement prices are heading up on the back of higher fuel prices and the weakening Shilling. The retail price of a 50-kilogramme bag of cement now costs between Shs29, 500 and Shs30,000 at several hardware stores such as Hardware World in Ntinda. While wholesale prices vary between Shs28,500 and Shs28,800 at stores like Kingstone Enterprises in Kampala.
Retail cement prices have risen by about Shs7,000 per bag since the beginning of the year undermining the construction of residential and commercial property.
Mr David Njoroge the general manager of Hima Cement, the largest producer of cement in Uganda, attributed the surge to the persistent rise in fuel prices and the 21 per cent depreciation of the local unit against the dollar since January 2011. “These put pressure on the cost of production, transportation and distribution of products which costs are then passed on to consumers where possible” Mr Njoroge said in an interview on Tuesday.
Fuel prices have gone up by almost a half since the beginning of year. For instance the cost of diesel has gone up to Shs3,450 per litre from Shs2,200 in January. A litre of petrol now costs as high Shs3, 850 at Shell gas stations compared to Shs2, 700 at the start of the year.
Oil marketers have attributed to the rise in international oil prices and the depreciation of the shilling which is exchanged for dollars to buy imports.
The shilling fell to 2,800 per dollar from 2, 300 at the start of the year. The inflationary pressures have eroded the benefit of lower prices that were brought about by the opening of a new factory by the company.
fonte www.allafrica.com

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UGANDA-ERITREA, PIU’ INTENSA LA COOPERAZIONE BILATERALE
26 agosto 2011

Uganda ed Eritrea hanno deciso di avviare una cooperazione bilaterale, definita “strategica” dai presidenti dei rispettivi Paesi, Yoweri Museveni e Isaias Afewerki, al termine di una visita di tre giorni compiuta da quest’ultimo a Kampala.
Nel corso della visita, che da alcuni osservatori e’ stata vista come un tentativo di porre fine all’isolamento internazionale di Asmara, Museveni si è impegnato a “fare il possibile per garantire la sicurezza” di entrambi i Paesi.
I due capi di Stato – che si erano già incontrati tre anni fa nella città costiera eritrea di Massaua – hanno deciso anche di “far fare un salto di qualità alle relazioni commerciali” bilaterali, soprattutto nei settori agroalimentare e dell’information Communication Technology.
fonte www.agi.it

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BREVE DALL’UGANDA
29 agosto 2011

Sono almeno 23 finora le vittime dello smottamento provocato dalle piogge torrenziali che hanno investito l’est del paese.
Operatori della Croce Rossa locale hanno recuperato 15 corpi e salvato due persone rimaste intrappolate nel fango nel villaggio di Mabono, distretto di Bulambuli, 270 chilometri a nord-est di Kampala. In un villaggio poco distante, fonti sanitarie hanno confermato la morte di altre otto persone.
fonte www.misna.org

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Cambio valuta: in data 31/08/2011 1 dollaro USA è pari a 2813,6499 scellini ugandesi, 1 Euro è pari a 4062,6276 scellini ugandesi


UgandAbout è un servizio dell’Associazione Italia Uganda Onlus a cura di Simona Meneghelli

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